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Ultima Parte dell'esplorazione del nostro Secret Angel a Esxence |
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Scritto da Farrah F. :)
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Lunedì 22 Aprile 2013 00:00 |
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Immancabili le novità in casa Montale. Finalmente ho potuto apprezzare Aoud Flowers, uno degli aoud storici, sinora mai arrivati in Italia, che richiama nelle note di testa la corrusca partenza di Black Aoud, ma che si sviluppa successivamente su un binario parallelo dipanando accordi olfattivi più docili: in entrambi i profumi abbiamo una testa e un fondo pungenti, rispettivamente dati da note acetate e dal solito aoud; tra i due estremi si svolge un tema floreale-legnoso dominato dalla rosa, che in Black Aoud è resa graffiante dalla compagnia di mandarino e patchouly, in Aoud Flowers invece è ammorbidita dall’abbraccio di bergamotto e legni di teak e guaiaco. Ma veniamo alle vere novità. Intense Café è un bouquet di note floreali e di rosa con una intensissima nota di caffè appena tostato e macinato. Lo possiamo già trovare a scaffale nelle nostre profumerie, mentre dell’altra novità Aoud Greedy non è ancora prevista l’importazione. Su Aoud Greedy occorre spendere un paio di parole in più. Di primo acchito non nego di aver provato una certa delusione: con quella testa grassa di anice e liquerizia mi sembrava una copia di Lolita Lempicka Au Masculin, se non ricordo male. Tuttavia e a onor del vero, testandolo con calma su pelle, devo confessare che evolvendo, l’aoud asciuga l’eccessivo effetto gourmand portando Aoud Greedy a raggiungere un proprio equilibrio, non stucchevole.
Ad Esxence ho potuto incontrare la solare Neela Vermeire, arrivata a Milano per presentare la versione intense di Mohur, delizioso estratto dell’eau de parfum, e per far conoscere in anteprima Ashoka: una nuova fragranza, la quarta, che andrà ad impreziosire la collezione di Neela dal prossimo autunno. Descrivere Ashoka non è un’impresa facile. La fragranza è complessa ed è la risultanza di una piramide davvero nutrita. Recuperando la piramide si legge: foglie e latte di fico, cuoio, loto, mimosa, osmanthus, rosa, giacinto, vetiver, storace, incenso, sandalo, mirra, fava tonka, balsamo di abete. Al mio naso giunge una fragranza rasserenante, cremosa, intrisa di latteo candore, pelle bianca; ma al tempo stesso le resine danno a tutto questo una certa struttura. Ricordo una bella nota di incenso. Attenderò l’autunno per risentirla e poterci meditare sopra con calma. Una glossa sul nome. Ashoka fu un legislatore indiano vissuto a cavallo del IV e del III secolo a.C. che dopo innumerevoli conquiste si convertì al buddhismo, instaurando un regno di giustizia e di pace ispirato ai principi del dharma buddhista. Un regno nel quale fosse garantita la pacifica convivenza delle più diverse anime e dal quale fosse bandita ogni sorta di discriminazione. La Ruota di Ashoka, con i suoi 24 raggi, compare oggi al centro della bandiera indiana ed è l’insegna del marchio di Neela.
Già presentato a Pitti Fragranze, finalmente ho potuto sentire le fragranze del marchio italiano Nu_be. Qui dobbiamo tornare indietro nel tempo fino al momento originario in cui il tempo stesso ancora non esisteva. L’ispirazione che sta alla base del progetto di Nu_be è quella di provare a ripartire da quel brodo magmatico e primordiale in cui tutto è ancora materia informe e confusa e da quel punto seguire il lento e paziente processo del venire alla luce delle cose cominciando dalla differenziazione degli elementi posti a fondamento della natura. Da qui l’idea di dedicare un profumo ad ogni elemento della tavola periodica. Ad oggi le fragranze sono cinque: Hydrogen, Helium, Lithium, Carbon e Oxygen. Sono tutti profumi molto stilizzati. Della linea, sul momento ho preferito Oxygen di Antoine Lie, un legnoso fresco e incensato lievemente poudré e Lithium di Nicolas Bonneville, un accordo minerale, una rosa fruttata, cuoio e zafferano amalgamati in un jus colmo di contrasti, accattivante e moderno. Non si può però passare oltre senza fare parola sul packaging, di Nu_be, forse il più originale nell’intero panorama della profumeria odierna. L’idea di andare scavare nelle profondità della terra alla ricerca delle tracce degli inizi della materia e della vita è resa efficacemente da questi parallelepipedi di polistirolo grigio antracite che occorre sgretolare con le proprie mani per raggiungere il flacone di profumo ivi contenuto. Un’idea davvero divertente e insolita!
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Uno dei nostri Secret Angels ad Esxence - Parte seconda! |
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Scritto da Farrah F. :)
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Mercoledì 17 Aprile 2013 12:50 |
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Vincent Micotti, fondatore di Ys-Uzac, è venuto a Milano per presentare due nuove fragranze. Musicista di formazione, fin dall’inizio Micotti si ispira alla buona musica per tratteggiare le sue composizioni olfattive. Non sfuggirà quindi agli amanti del jazz che Satin Doll si rifà all’omonima composizione di Duke Ellington, le cui note musicali vengono trasformate nelle note olfattive di un neo-chypre dominato da un’assoluta d’iris impreziosita dal candore fiori bianchi che sbocciano dopo un’ouverture speziata. Mi ha ricordato in qualche modo l’ottima iris di Le Labo. Immortal Beloved invece è un tripudio di note alcoliche e calde. Ad un testa fruttata e scura di prugna seguono rhum con i suoi sentori tabaccati ed elicriso, malinconico e dignitoso, che si mescolano con i riflessi ambrati aromatici del cisto e con note animali, quasi umane, per rendere al meglio la bruciante passione di Beethoven per la sua sconosciuta Amante Immortale… Satin Doll e Immortal Beloved segnano un cambio di passo verso fragranze molto più strutturate delle precedenti quattro. Ecco perché i due nuovi profumi sono identici nel packaging in tutto fuorché nell’etichetta di un bel colore turchese.
Dirimpetto, Eau d’Italie presenta Acqua Decima. Il nome vuol solo significare che si tratta della decima fragranza del marchio di Positano, un agrumato amaro affidato alle cure di Morillas con una bella nota di menta inserita in testa. Si tratta di un buon lavoro, piuttosto facile, che nulla aggiunge alla profumeria di oggi, ma che tuttavia risulta pur piacevole. Se cercate qualcosa di piacevole per l’estate, considerate Acqua Decima.
Rania Jouaneh è la creatrice del marchio Rania J. Avevo conosciuto Rania all’Esxence dello scorso anno dove si presentava con tre graziose fragranze: una lavanda, un’ambra e una rosa. Rimasi colpito dalla semplicità eppure dalla bellezza del suo stile nel maneggiare materie prime di qualità. Unico neo di allora: la decisione di utilizzare quasi soltanto (o soltanto) materie prime naturali e certificate, con tutti gli inconvenienti del caso. Essendo Rania molto attenta all’ecologia, se non ricordo male, desiderava allora cimentarsi in una profumeria tendenzialmente naturale, non tanto per rifiuto del sintetico (anzi…), ma per omaggiare la natura in ciò che di meglio ci può dare. Questo però le legava le mani in termini resa e… addirittura di packaging. Tutti problemi che, mi raccontava, l’hanno indotta a lasciarsi alle spalle tutto ciò e a riformulare, davvero magnificamente, le sue tre fragranze iniziali aggiungendone altre due. Vediamole. Rose Ishtar è una rosa rorida e futtata (cassis base, se non ricordo male), vaporosa e piacevole; Lavande 44 è una lavanda di carattere, un fougère con tinte scure, liqueriziose (vetiver) e legno di cedro come nota di fondo dominante; Ambre Loup è un’ambra calda con un aspetto legnoso (patchouly?) che pareggia il dolce della nota principale; un soffio di sensazioni animali e polverose aggiungono un quid pluris che a me piace molto. Infine i due nuovi nati: Jasmin Kâma, un gelsomino molto verde, ma anche molto carnoso e Oud Assam che per inserirsi nel trend, ormai di moda, dei profumi a base di oudh rivela le note stallatiche e medicinali riconoscibili nell’oud vero: chi ha potuto accostarvi almeno una volta il naso sa di cosa parlo. Per tutti gli altri un termine di paragone è Bois Foncé di Ava Luxe. Chi ha avuto modo di provarlo, può avere un’idea di cosa aspettarsi da Oud Assam. Rania è una persona simpatica, solare, umile e brava nel comporre semplicemente belle fragranze, a cui auguro tanta fortuna e un po’ più di notorietà.
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Uno dei nostri Secret Angels esplora Esxence! Parte prima... |
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Scritto da Farrah F. :)
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Lunedì 15 Aprile 2013 00:00 |
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Toc! Toc! Buongiorno Angeli, qui è il vostro Secret Angel che vi riporta i risultati a naso freddo della sua indagine ad Esxence 2013: missione compiuta e con grande soddisfazione quest’anno!
Proprio all’ingresso della manifestazione il vostro Angelo in incognito si imbatte nello stand di Bruno Acampora. I nostri amici napoletani erano presenti con diverse novità: un packaging finalmente adeguato alle “Eau de Bruno” vale a dire le loro prime sette intramontabili essenze (ancora attendiamo in questa veste Bianco e Nero, i penultimi nati) trasformate in eau de parfum, ai meravigliosi estratti delle stesse, custoditi in un bel flacone dorato da 50ml ed una nuova essenza: Volubilis. Pepe rosa e bergamotto sono un inizio frizzante che spiana la strada ad uno strepitoso abbraccio tra menta e rosa marocchina (una rosa che in Marocco viene lavorata petalo per petalo in speciali vasche) appoggiato su un delicato patchouly.
Agli amici di Acampora va riconosciuta una menzione speciale per la qualità: già non era facile ottenere dalle essenze delle eau de parfum al livello delle essenze. Con gli estratti però hanno superato loro stessi.
Coquillete Paris è un marchio che nasce dal sodalizio dell’Art Director Rosa Vaia e della Stylist Elise Juarros, un’italiana e una francese unite nell’amicizia e nella passione per i profumi. La linea comprende 4 profumi: Herat, uno speziato dedicato alle donne afghane che combattono per l’indipendenza attraverso un concorso di poesia, e ai loro uomini stanchi della guerra; Sulmona, creato per il matrimonio di Elise: un delizioso confetto impregnato di fiori d’arancio; Moramanga, un gelsomino intensissimo si unisce in un raffinato accordo con gardenia, ylang-ylang e tuberosa. Cremoso, ma non volgare. Infine Sumatera, il cui nome già da solo evoca il prezioso patchouly di Sumatra declinato al femminile con cannella e un tocco fiorito.
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Up and Down to Esxence 2013 (1 parte) |
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Scritto da malefic blonde
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Sabato 23 Marzo 2013 15:39 |
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La lunga kermesse di Esxence 2013 è cominciata con gli omaggi di madre natura: sole caldo, cielo blu e una vera e propria Primavera che sembrava non dovesse arrivare mai. Una Milano scintillante, tra le mura della Permanente di via Turati, si è offerta nel migliore dei modi ai visitatori di ogni paese. Qui, le prime imperfette impressioni, una spolverata di parole in libertà, in rigoroso ordine casuale, che vogliono raccontare ciò che il naso e gli occhi hanno incontrato tra i brand presenti, in attesa di avere una panoramica più completa di tutte le fragranze.
Au pays de la fleur d’oranger : un marchio made in Provenza (Grasse) partito con lavori attorno al fiore d’arancio con composizioni fresche e mirate, presenta per la prima volta la collezione Les Inédits, esperimenti che girano attorno a note olfattive autoctone (o quasi): Bergamote Boisée, Figue Fruitée, Jasmin Revé, Lavande d’Ombrée e Tubéreuse Rosée. Al primo assaggio l’olfatto ha assai gradito: i lavori si orientano in modo particolare sulla nitidezza e bellezza delle materie prime, magari a discapito di sperimentazioni ardite ma le composizioni sono di ottima e qualitativamente alta fattura, a cominciare da quella lavanda in penombra che potrebbe ammaliare chi di questo fiore pervinca e profumato proprio non impazzisce, nel medesimo modo sarebbe da provare il gelsomino sognato, affatto scontato, come la tuberosa dal tocco rosato e asciutto.Se fossimo su Facebook diremmo: Mi Piace!.
Acampora: Volubilis. Oltre ad aver presentato i nuovi estratti concentrati dei noti oli profumati, ecco arrivare la nuova composizione dichiaratamente unisex di Acampora, che è sembrata un’allegra e freschissima passeggiata nella natura lussureggiante fatta di prati dall’erba alta, mazzetti aromatici pieni di linfa e sole, petali di rosa e odor di menta fresca ed erba limonina, una vera fotografia impressionistica del respiro balsamico e naturale all’aria aperta.Mi piace!
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Up and Down to Esxence 2013 (2 parte) |
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Scritto da malefic blonde
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Domenica 24 Marzo 2013 18:27 |
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Ed ecco il proseguimento delle prime imperfette impressioni " a caldo" dopo due giorni di fragranze, mouillettes, incavo dei polsi e braccia da annusare a più non posso.
Le Prince Vagabond: Enchanted Forest. Per chi bazzica nei siti stranieri di appassionati di profumi, il nome Fragrantica vi dirà certamente qualcosa. I proprietari del portale, oltre a parlare del mondo profumato, hanno deciso di farne uno, e in grande stile, con l’aiuto di un certo Bertrand Duchaufour. La foresta incantata di Sherwood è niente in confronto a questa composizione che appare un vero e proprio ritratto di una passeggiata nel bosco, tra frutti rossi, odori balsamici e foglie bagnate dalla rugiada mattutina. Pepe rosa, aldeidi, fiori e foglie di more selvatiche, gocce di rum e vino con un tocco di rosmarino e davana e tanto altro ancora si palesano al primo sniffo. Potente, ipnotico, grazie all’assoluta di abete, muschio di quercia, castoreum, patchouli, benzoino, opoponax, ha conquistato molti estimatori. Qualche perplessità sul packaging tra il fiabesco e il giocattolo per bambini ma....Ci piace!
Anne Gerard: elegante creatrice di gioielli che ha chiesto a un mai-disoccupato Bertrand Duchaufour (sempre lui!) di regalarle tre fragranze in un bellissimo packaging con i giusti echi di lussuosi astucci di preziosi. Perle de Mousse, Cuir de Nacre e Ciel d’Opale sono i tre suggestivi nomi della collezione. Su mouillettes, appaiono classici e di buona fattura: il cuoio è non opulento ma balsamico, dalle note fredde ed eleganti (radice di angelica, assoluta di ambretta, note ozonate, assoluta di cassia, iris, accordo pelle resina di Styrax). A naso colpisce soprattutto quel bel cielo d'Opale che ricorda davvero la sfumatura lattescente della pietra preziosa e la tattilità soffice del cotone. Una curiosa nota di cotogna infatti si unisce a spezie come il pepe del se huan, il fiore di Syringa, il caprifoglio, il tocco di vaniglia e altro sprigionano la sensazione liquida del miele caldo e di soffice latte. Ci piace.
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Stéphane Humbert-Lucas e il numero della perfezione |
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Scritto da webmaster
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Giovedì 07 Marzo 2013 13:23 |
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Dopo averci ingolosito per settimane dalla sua pagina facebook con immagini e nomi che invitano a un viaggio-sogno nei paesi delle mille e una notte, Stéphane Humbert-Lucas, già creatore di Nez-à-Nez e naso della linea SoOud, sarà presente tra pochi giorni ad Excense 2013 per farci scoprire le sue nuove creature, inserite in una linea dal nome promettente: 777.
Al numero 7 vengono attribuiti innumerevoli significati simbolici, esoterici e cabalistici; ci attrae particolarmente il fatto che sia considerato il numero della completezza e della perfezione divina. Che Stéphane abbia voluto attribuire a questa linea un suo personale punto di arrivo, di maturità e di pienezza artistico-stilistica? Solo lui ci potrà svelare il vero significato.
A noi Angeli però non poteva sfuggire un particolare significato del numero 777: secondo Doreen Virtue, autrice del libro "Angel Numbers" se esso vi viene mostrato dai vostri angeli custodi, significa che qualsiasi cosa stiate intraprendendo sarà un successo...
Per il momento, di fragranze ne abbiamo contate...7! Rose de Petra, Black Gemstone, de Bahrain, Ȏ Hira, Soleil de Jeddah, Oumma e 2022 Generation, quest'ultima declinata nelle versioni maschili e femminili. Al di là di Rose de Petra, che immaginiamo costruita attorno al regal fiore e Ȏ Hira, definita ambra fossile, le note olfattive rimangono un mistero. Ci pare che sia i nomi, sia i flaconi, siano ispirati all'arte e alla cultura mediorientale, che era già stata interpretata da Stéphane in modo molto contemporaneo per SoOud.
Ci piace questo naso-artista un po' bohémien e di spirito libero e siamo curiose di sentirle.
Immagine pubblicata da Stéphane Humbert-Lucas su Facebook
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